Discorso di Inaugurazione2018-12-06T08:11:59+00:00

Giuseppina Brunetti

 

Inaugurazione del CESBI-Centro Studi su Benvenuto da Imola

Imola, 12 ottobre 2017

 

 

Cari Colleghi, autorità, bibliotecari, studentesse e studenti, Signore e Signori, non nascondo la mia emozione nel dare apertura ai lavori di questa giornata inaugurale del Centro di Studi su Benvenuto da Imola.

Nel corso di questi ultimi anni forte è stata la convinzione – nata sempre nella ricerca e nell’insegnamento all’Università di Bologna, e soprattutto entro le discussioni scientifiche avviate fra colleghi studiosi e anche con i miei studenti avanzati – di quanto occorra, sempre più, impegnare risorse ed energie in imprese collettive che mettano al centro competenze solide, filologiche, legate se possibile anche alla valorizzazione del territorio. Imprese collettive che riconoscano la bellezza del lavorare assieme a un progetto comune e che scelgano però anche la serietà dello studio e non dell’informazione, che sottolineino il valore delle Litterae humaniores, le parole della letteratura, quelle cose cioè che perfezionano l’umano, che ci lavorano, che ci fanno più uomini.

Raccogliere attorno alla figura e all’opera, ancora pressoché sconosciuta e inedita di Benvenuto da Imola – ricordo, come scriveva Carlo Dionisotti e come abbiamo scritto nel nostro sito: il fascino della figura di Benvenuto è dato dall’essere egli stato allievo di Petrarca ma al tempo stesso uomo di temperamento dantesco – , forze, ricerche e impegno di colleghi e giovani studenti, coinvolgendo anche le istituzioni cittadine e le biblioteche ci è sembrata una cosa buona, una buona idea. Perché l’appartenenza si costruisce, l’appartenenza al luogo e alla storia si riconosce solo attraverso la cura del passato, la memoria e la bellezza della letteratura.

Quando si avvia qualcosa di nuovo – pure nel respiro a tratti stanco o incerto di questo tempo storico, delle crisi culturali e delle fatiche accademiche – questo dev’esser sempre salutato con la bellezza, anzi si licet quasi con la brezza di una grazia: il contadino pianta con cura, anche se spesso poi per gli alberi grandi i frutti migliori si affacciano col tempo a venire. Come vedete scelgo tradizionalmente nella topica più antica: un giardino c’è nella prima pagina della Bibbia e fra olivi e olivastri, omerici e virgiliani, continuiamo ancora a transitare… Coltivare il nuovo, piantare senza sapere se si raccoglierà è però anche una gran fortuna, una libertà felice.  E questo è il mio personale augurio per il Centro, che come un albero bello e alto accolga sempre il sole e la pioggia come parte dello stesso nutrimento e dia poi frutti copiosi, che ci oltrepassino.

Non vorrei prendere altro tempo e dunque prima di passare il testimone a Luca e Marco, permettetemi qualche piccola parola di ringraziamento. Anzitutto ai miei due compagni di viaggio e Soci fondatori del Centro: Luca Carlo Rossi, dell’Università di Bergamo e Marco Petoletti dell’Università Cattolica di Milano, per aver creduto per primi alla bontà di questa iniziativa. Io ringrazio loro, ma anche il destino, per avere accanto due studiosi valenti che, e ciò è più prezioso, sono però anche sodali e cari amici di vita. Con loro ringrazio Antonio Fiori per aver curato, generosamente e gratuitamente, il Sito online che Luca fra un attimo vi illustrerà.

Rivolgo poi un sincero ringraziamento alla Biblioteca di Imola, in particolare nelle persone di Gabriele Rossi e Silvia Mirri, che ci ospitano in questo antico e glorioso spazio dell’antica biblioteca settecentesca e all’Assessore Elisabetta Marchetti, con la quale già la scorsa primavera ci siamo incontrate piacevolmente e che, da parte della Città di Imola e del suo governo cittadino, ha collaborato con entusiasmo destinando anche le sostanze che hanno permesso l’istituzione del ‘Premio Benvenuto da Imola’ di cui oggi vareremo la prima edizione salutando il primo studioso vincitore.

Un ringraziamento non formale, permettetemi, è al notaio Domenico Damascelli che con squisita generosità – lui, meridionale come me ma innamorato dell’Emilia Romagna e di Imola di cui è cittadino, ha messo gratuitamente a disposizione le sue cure per la formulazione e registrazione dello Statuto societario e che ci onora oggi della sua amicizia e presenza.

Rivolgo infine un ringraziamento speciale agli studiosi illustri che hanno accettato di far parte del Comitato scientifico molti dei quali ci onorano oggi della loro compagnia, venendo anche da lontano: saluto qui anzi tutti Mirella Ferrari, dell’Università cattolica di Milano e Maria Carla Monti, Filippo Bognini di Padova e l’amico Luca Marcozzi dell’Università di Roma, tutti i colleghi dell’Università di Bologna, in particolare Giuseppe Ledda, Alfredo Cottignoli, Paola Degni; ringrazio anche il collega di Filologia romanza Luciano Formisano per essere venuto da Firenze – oggi poi che è anche una giornata speciale per lui editore,  la giornata nazionale di Cristoforo Colombo.

Altri studiosi si scusano se per ragioni di lontananza o di impegni pregressi non sono potuti intervenire personalmente (Saverio Bellomo, Maurizio Campanelli, Antonio Montefusco, Loredana Chines, Andrea Mazzucchi, Giorgio Inglese e inviano i loro saluti e auguri anche Franziska Maier dell’Università di Göttingen, Zig Baranski e Ted Cachey di Nôtre Dame, Delphine Carron di Parigi –Sorbonne, Luca Fiorentini ora a Toronto, Justin Steinberg dell’Università di Chicago.

Un ringraziamento particolare va a Claudia Villa, non solo per aver accettato di far parte del comitato scientifico ma anche per avere accolto l’invito a donarci la conferenza che fra poco avremo il piacere di ascoltare: la sua sapienza e la sempre elegante finezza del suo sguardo filologico sia l’augurio migliore per gli studi che oggi avviamo. Un ringraziamento va inoltre ai colleghi che hanno costituito la prima commissione giudicatrice del Premio che fra poco assegneremo, in particolare al collega e amico Paolo Rinoldi dell’Università di Parma, presente qui con noi.

Molti altri studiosi di Bologna, d’Italia e del mondo hanno avuto la bontà di mandare biglietti, mails e congratulazioni salutando con favore la nascita del centro: a tutti loro la mia e nostra riconoscenza. Un ultimo ringraziamento va infine ai miei studenti e dottorandi dell’Università di Bologna, in particolare a quelli che hanno collaborato strettamente per la riuscita di questa giornata, dell’allestimento della Mostra di documenti e manoscritti che in fine inaugureremo, della conclusione musicale che hanno voluto preparare e che ci allieterà trasportandoci nei suoni e colori del Medio Evo che amiamo. Per gli studenti, anche, e per il loro studio (alcune tesi di laurea su Benvenuto e i classici latini sono già state assegnate all’Alma Mater) questo Centro diventa uno spazio scientifico di interlocuzione privilegiata:  li nomino perciò uno a uno,  i nomi sono realtà preziose da ringraziare: Giulia Conti, Stefano Benenati, Niccolò Gensini, Jacopo Fois, Michele Piciocco, Roberto Siniscalchi, Alina Laura De Luca, Agnese Macchiarelli, Giovanni Spalloni, Michele Colombo e gli studenti musicisti e allievi del Conservatorio Martini di Bologna: Alessio Romeo e Clara Cocco.

Allora, come si diceva una volta: “È inaugurato dunque oggi 12 ottobre 2017 a Imola il CESBI, Centro di Studi su Benvenuto da Imola. Grazie a tutti dunque, lunga vita e  vento alle vele!